Riserva di Moremi: viaggio nel cuore protetto dell'Okavango
A Third Bridge, un vecchio ponte di tronchi gettato su un canale limpido nel cuore della Moremi Game Reserve, capita di dover aspettare che un branco di elefanti finisca di bere prima di poter passare. È un'attesa che racconta tutto di questo luogo: qui, nell'angolo orientale del delta dell'Okavango, gli animali hanno la precedenza da più di sessant'anni. La riserva fu istituita nel 1963 dal popolo Batawana sulle proprie terre tribali, ben prima dell'indipendenza del Botswana, e rimane ancora oggi l'unico nucleo formalmente protetto del delta. Per chi cerca il safari botswaniano nella sua forma più classica, fatto di lagune, pianure alluvionali e una densità faunistica quasi teatrale, Moremi è il punto di partenza obbligato.
Dove il Kalahari diventa acqua
Il fiume Okavango nasce dalle piogge estive sugli altopiani dell'Angola, scende verso sud-est e infine si apre a ventaglio sul bacino sabbioso e quasi perfettamente piatto del Botswana settentrionale, formando uno dei più grandi delta interni della Terra. La pendenza è così lieve che la piena annuale impiega mesi ad avanzare lungo i canali: raggiunge Moremi in pieno inverno australe, cioè nella stagione secca. È un paradosso meraviglioso. Mentre il Kalahari circostante si riduce in polvere, le lagune si riempiono, le praterie si allagano e l'acqua limpida torna a scorrere fra i papiri. Al mare, quell'acqua non arriverà mai: evapora, viene assorbita dalle piante, sparisce nella sabbia. Questo battito stagionale governa l'intero ecosistema e decide dove cresce l'erba, dove si radunano le mandrie e dove aspettano i predatori. Per il visitatore la conseguenza è chiara: Moremi dà il meglio proprio quando il resto dell'Africa australe ha più sete.
Una storia di lungimiranza
La maggior parte dei parchi africani di epoca coloniale fu proclamata da amministrazioni lontane; Moremi nacque invece da una decisione presa in casa. Nel 1963 i Batawana del Ngamiland, allarmati dai danni della caccia incontrollata e dall'avanzata degli allevamenti di bestiame, scelsero di destinare alla protezione della fauna una parte delle proprie terre. Alla riserva diedero il nome del loro capo scomparso, Moremi III; in quegli anni la reggenza era tenuta dalla vedova, Elizabeth Moremi, figura chiave di quella scelta. Moremi viene citata spesso come uno dei primi esempi africani di comunità locale che riserva volontariamente il proprio territorio alla conservazione. Nei decenni successivi i confini si ampliarono, soprattutto con l'inclusione di Chief's Island, la più vasta terra emersa del delta, un tempo riserva di caccia reale. Il riconoscimento mondiale è arrivato nel 2014, quando il delta dell'Okavango è stato iscritto come millesimo sito del Patrimonio dell'Umanità UNESCO: Moremi ne è il cuore vivo e protetto.
Un mosaico di ambienti
Ciò che rende Moremi così produttiva per i safari è la varietà di habitat compressa in distanze brevi. A est si estendono fitte foreste di mopane, il regno prediletto degli elefanti, che sfumano in savana di acacie, praterie stagionalmente allagate, canali orlati di papiri e ombrose foreste ripariali lungo i corsi d'acqua. Le lagune profonde della zona di Xakanaxa conservano acqua tutto l'anno, mentre il fiume Khwai, sul margine nord-orientale della riserva, nei mesi secchi attira come una calamita qualsiasi animale abbia bisogno di bere. A ovest, Chief's Island aggiunge boschi asciutti e grandi pianure aperte; proprio lì, nei primi anni Duemila, i rinoceronti sono stati reintrodotti nel delta dopo decenni di assenza dovuta al bracconaggio. In pratica, una sola uscita mattutina può passare dal territorio dei leopardi nella foresta riparia alle pianure brucate dai lechwe rossi, fino alle terre degli elefanti nel mopane, senza mai attraversare lunghi tratti vuoti.
I predatori di Moremi
Il nord del Botswana è una delle ultime grandi roccaforti del licaone, e Moremi è da sempre al centro di questa storia. Osservare il rituale di saluto di un branco e poi vederlo dispiegarsi su una pianura al crepuscolo è una delle esperienze più intense che l'Africa possa offrire. I leoni dominano la gerarchia: alcuni branchi non esitano ad attraversare l'acqua per seguire le prede, un comportamento raro altrove. I leopardi prosperano nelle foreste ripariali, dove i grandi alberi e la vegetazione fitta fanno di Moremi uno dei posti migliori del Botswana per incontrarli. I ghepardi preferiscono i margini più asciutti e aperti, mentre le iene macchiate, numerose e rumorose, non mancano mai a una carcassa. Poiché la riserva ospita l'intera comunità dei grandi predatori a densità sane, i drammi eterni del furto di prede, dell'agguato e delle tregue precarie si ripetono qui con una regolarità che affascina guide e ricercatori da generazioni.
Elefanti, bufali e antilopi d'acqua
Gli elefanti sono ovunque: maschi solitari che scuotono le palme, branchi riproduttivi che nuotano da un'isola all'altra con i piccoli aggrappati alle code delle madri. I bufali passano in colonne polverose, gli ippopotami brontolano dalle lagune e coccodrilli del Nilo di dimensioni imponenti si crogiolano sulle rive. Le pianure allagate appartengono al lechwe rosso, un'antilope dagli zoccoli divaricati che corre nell'acqua bassa con una facilità sconcertante, mentre il timido sitatunga, abitante delle paludi, si nasconde fra i papiri ed è uno degli avvistamenti più ambiti del continente. Giraffe, zebre di pianura, gnu, tsessebe, kudu e onnipresenti impala completano il quadro. Da maggio a ottobre circa, la stagione secca concentra tutta questa vita attorno alle acque permanenti del delta orientale, e le piste che serpeggiano fra lagune e praterie portano il visitatore esattamente in mezzo alla scena.
Il regno degli uccelli
Nell'area di Moremi sono state registrate oltre 400 specie di uccelli, e molti viaggiatori tornano a casa convinti che il birdwatching valga quanto i grandi mammiferi. Le acque permanenti sostengono specialisti difficili da trovare altrove: il grande gufo pescatore di Pel, che caccia di notte nella foresta riparia, la localizzatissima garzetta ardesia lungo i margini delle piene in ritirata, la gru caruncolata che incede nelle paludi aperte. L'aquila pescatrice africana lancia il suo grido sopra ogni canale, i martin pescatori lavorano il filo dell'acqua e le jacane trotterellano sulle foglie di ninfea. Le lagune della zona di Xakanaxa sono celebri per le colonie riproduttive, dove aironi, garzette, cicogne e ibis affollano gli alberi nido in un fragore spettacolare. Nella stagione verde, all'incirca da novembre a marzo, arrivano i migratori e le specie residenti nidificano in abito fresco: per chi viaggia col binocolo al collo sono forse i mesi più belli dell'anno.
Consigli pratici: stagioni, campi e piste
La porta d'accesso è Maun, la capitale dei safari del Botswana, da cui si raggiunge la riserva in aereo leggero verso le piste d'atterraggio dei lodge oppure in fuoristrada attraverso il South Gate. Il safari in autonomia qui è un rito di passaggio: i campeggi pubblici di Third Bridge, Xakanaxa e dei gate sono leggendari, privi di recinzioni e completamente selvaggi. Sabbia profonda, guadi e l'assenza totale di negozi impongono un 4x4 ben equipaggiato e piena autosufficienza. I lodge dentro e attorno alla riserva, in particolare nella zona comunitaria di Khwai presso il North Gate, offrono guide esperte e spesso escursioni in barca o in mokoro, la canoa tradizionale spinta col palo che resta il modo più intimo di esplorare i canali del delta. La stagione secca regala mattine fresche, vegetazione rada e concentrazioni massime di fauna; la stagione verde porta cieli drammatici, cuccioli e tariffe più basse. In ogni caso, prenotate con largo anticipo: la fama di Moremi supera di gran lunga la sua capacità ricettiva, volutamente limitata.
Sulla mappa
Moremi premia chi pianifica con cura, perché la sua magia dipende da dove acqua e terra si incontrano in ogni stagione. Prima di definire l'itinerario, aprite la mappa interattiva e seguite il profilo della riserva lungo il margine orientale dell'Okavango: Maun a sud, il corridoio del Khwai a nord-est e, nel mezzo, il paese delle lagune attorno a Xakanaxa. Collocare Moremi nel contesto più ampio del delta e delle altre grandi aree selvagge del Botswana è il primo passo per costruire il vostro viaggio.